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Licenziato da Stellantis per scarso rendimento: reintegrato e risarcito grazie all’Avv. Raffa

  • 16 giu 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 8 apr


Un’importante sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano, pronunciata dalla giudice Sara Manuela Moglia, ha stabilito il reintegro e il risarcimento di un Quadro licenziato da Stellantis. Il lavoratore, assistito dallo Studio Legale Raffa e rappresentato dalla FIM-CISL, ha avuto piena ragione: la motivazione addotta dall’azienda era generica e tardiva e la contestazione non provata. 


Secondo l’azienda, l’ingegnere aveva mostrato “inadempienze” e prestazioni “insufficienti e inadeguate” negli ultimi 10 anni confermate dalla mancata presentazione di un progetto importante nel 2024. Il dipendente aveva al contrario opposto di aver sempre ben operato e che aveva completato il progetto che non aveva potuto mostrare per responsabilità della Direzione, che l’aveva sospeso proprio il giorno della presentazione ritirandogli il computer.  


La FIM-CISL, però, sostiene che la vera causa fu il rifiuto del lavoratore di aderire al piano di esodi incentivati, che non può esulare dalla volontarietà. 


La strategia difensiva dell’Avvocato Filippo Raffa 


  • vizi della procedura disciplinare: la contestazione era generica, tardiva ed infondata. 

  • il ritiro del computer ha ostacolato l’accesso alla documentazione, vitale per l’analisi del caso. 

  • In ogni caso il Quadro aveva completato il progetto richiestogli. 

  • Difesa del diritto alle scelte del lavoratore: non aderire agli incentivi non è motivo di licenziamento. 


La sentenza del Tribunale 


La giudice ha accolto il ricorso, stabilendo che: 


  • il licenziamento era illegittimo poiché le contestazioni di scarso rendimento erano generiche e tardive. 

  • La mancanza contestatagli da ultimo è risultata non adeguatamente documentata/accertata. 


Di conseguenza, Stellantis ha dovuto reintegrare il dipendente nel posto di lavoro e corrispondergli le retribuzioni maturate dal licenziamento fino alla reintegra.  


Le reazioni della FIM-CISL 


Vittorio Cantoni, segretario generale FIM-CISL Milano, ha dichiarato: 

“Chi preferisce rimanere al lavoro non può essere obbligato ad andarsene.” 


Un messaggio chiaro ai lavoratori: la volontarietà nei piani di incentivazione è un diritto e non può diventare una condizione di licenziamento.  


Per la pubblicazione originale, pubblicata in versione cartacea, visita questo link: ilgiorno.it


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